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Remo Santini commenta la morte di quattro giovani a seguito di un incidente in auto la notte del Venerdì Santo

EDUCHIAMO I NOSTRI RAGAZZI
di Remo Santini
(articolo tratto da "La Nazione " - 12 Aprile 2009)
Si fa già molto, lo so. Lo sforzo è già grande, me ne rendo perfettamente conto. Ma di fronte a tragedie come quella che dobbiamo raccontarvi oggi, la morte di quattro giovani, siamo certi di poter dire che si deve fare ancora di più. Spendere maggior tempo nell’educare i nostri ragazzi alla sicurezza stradale, a non perdere la vita in questo modo. Mi scuso se urterò la suscettibilità di qualcuno, tuttavia chiedere un maggiore sforzo non significa dimenticare l’impegno ad esempio della Polizia stradale (sia sul fronte dell’insegnamento ai più giovani che nei controlli) né quello di alcune scuole e dei professori. Ma è il caso di insistere, insistere e ancora insistere soprattutto con i più piccoli (certamente più ricettivi sull’argomento rispetto ad adolescenti e più adulti) affinché attraverso lezioni specifiche imparino una volta per tutte i rischi che corrono: dalle elementari, soprattutto, in una fascia di età nella quale possono apprendere senza alcun elemento inquinante gli insegnamenti rivolti verso comportamenti più adeguati. Ma se la scuola può e deve fare sempre di più la sua parte, le famiglie e le istituzioni non devono trascurare l’importanza del proprio ruolo. Ricordiamocelo, allora: saranno proprio i bambini a garantire un futuro più sicuro sulle nostre strade.
A garantire una nuova cultura della sicurezza. E Dio sa quanto ce ne sia bisogno. Buona Pasqua.
 
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COMMENTI
19-3-2010 • FRANCO MASINI
Si caro Remo, hai perfettamente ragione a pretendere maggior educazione per i figli ma dimmi una cosa quando un figlio ti chiede il motorino per non parlarede della macchine tu che cosa gli rispondi che non glielo vuoi dareo gli slieghi che quelli che ce l'hanno e credono perciò di essee dei veri uomini in realta assomigliano molto a delle marionette, a delle bertucce che invece di fare qualche coisa di nuovo initano pedissequamente quello che tutti umanamente fanno ossia il loro porco comodo? Il motorino in se stesso non ha colpe é un mezzo puramente meccanico, la macchina pure, ma bisogna primo, guaragnarselo sia con lo studio che ocn il lavoro e poi qual'ora tu ce l'abbia la devi usare con saggezza perché si trasformi da mero simbolo esistenziale in quello che é, un mezzo! Cia Franco PS. Detto questo sento il dovere di affermare che le nostre strade, grazie alla carenza di personale e di mezzi messi a disposizione dalle nostre care autorità locali e statali, sono completamente abbandonate a se stesse essendo la vigilanza e quindi il deterrente per simili azioni, completamente assente! (vedi circonvallazione di Lucca e traffico caotico di camion alla rotonda di Sant'Anna sia nelle ore di punta ma non).
 
 
 
 
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OCCIDENS - periodico di cultura, politica, società - Reg. Tribunale di Lucca n° 902 del 26/08/2009 - Direttore Responsabile: Mauro Giovanni Celli

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