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Monsignor Rino Fisichella

CASO ENGLARO – LA VISIONE DI UN CRISTIANO
L’intervento di Monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia università Lateranense
“Chi ha voluto creare un caso mediatico con la sua vita, paragonata paradossalmente a quella di una pianta, “vegetativa” la definiscono i medici, ha chiesto poi il silenzio stampa affinché fosse rispettata una sentenza che agli occhi degli stessi specialisti è apparsa contraddittoria e improvvida. Quanta confusione e ipocrisia, dinanzi al desiderio di vita e alla violenza della morte”. Ad affermarlo, nella sua rubrica mensile sul quotidiano Liberal, è monsignore Rino Fisichella, rettore della Pontificia università Lateranense e presidente del Pontificio consiglio per la Vita, riferendosi alla vicenda di Eluana Englaro. “La scena sembra ripetersi ogni qualvolta ci si emoziona giustamente per un cucciolo di cane che viene trattato male, ma non si ha pietà per una ragazza alla quale vengono sono state tolte idratazione e nutrizione. In nome di un falso diritto alla libertà, si è calpestata la vera libertà di vivere con gli elementi fondamentali e basilari per ogni essere vivente. L’enigma della morte si appanna quando la si interpreta alla luce del solo diritto e non permette più di ritrovare la via per una reale convivenza sociale. Quando il richiamo al diritto diventa esclusivo, ha perso dignità il diritto”.
 
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COMMENTI
27-3-2009 • FRANCESCO BARDELLI
Io la metto su questo piano: esiste il libero arbitrio, diritto inalienabile dell'uomo che precede qualsiasi altra forma di diritto, anche il diritto alla vita. Mi domando infatti: perchè il Nostro Signore ci avrebbe dato la vita, se non per usufruire del libero arbitrio? Non sta a noi giudicare su questi temi. Solo Lui può farlo, e lo farà un giorno. Libero arbitrio. Questo è il dono più grande che il Nostro Signore ci ha dato. La possibilità di scegliere liberamente. A questo si riferiva Kierkegaard quando parlava dell"Aut- Aut", l'importanza della scelta. E si spingeva oltre dicendo che non solo POSSIAMO scegliere, ma DOBBIAMO scegliere. Egli diceva infatti che è molto meglio scegliere male, piuttosto che non scegliere. Dante metteva gli ignavi, coloro che in vita non avevano fatto alcuna scelta, in un girone dell'Inferno, perchè considerava un peccato il fatto di non aver scelto. E' per questi motivi che per me bisogna essere liberi di scelta sempre, soprattutto quando si tratta di vita o di morte. E la libera scelta dell'individuo deve essere rispettata, non delegata ad altri. Ognuno è libero di scegliere per la propria vita, sempre che non danneggi il prossimo. Eluana aveva scelto di morire se si fosse trovata in quelle condizioni. Il padre voleva solo esaudire le sue ultime volontà. Rispettiamo dunque le scelte della persona, senza permettere che lo Stato, o la Chiesa o qualsiasi Altro, scelga al posto dell'individuo, privandolo così del dono più grande che il Nostro Signore ci ha dato.
 
 
 
 
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OCCIDENS - periodico di cultura, politica, società - Reg. Tribunale di Lucca n° 902 del 26/08/2009 - Direttore Responsabile: Mauro Giovanni Celli

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