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EUTANASIA, SERVE UNA LEGGE DI RIFERIMENTO
Fa discutere l’assoluzione del medico Riccio sul caso Welby
Prosciolto, perché il fatto non costituisce reato. Così il Gup di Roma Zaira Secchi si è espresso nei confronti di Mario Riccio, il dottore che il 20 dicembre 2006 aveva aiutato a morire Piergiorgio Welby, sessantunenne malato di distrofia muscolare, sospendendogli sotto sedazione la ventilazione artificiale che ancora lo teneva in vita, dopo che proprio lui in persona si era rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con una lettera – appello nella quale chiedeva che gli venisse concesso di “staccare la spina”. In attesa di conoscere le motivazioni esatte del magistrato, già si è aperta in Italia la discussione su una decisione che, da qualsiasi parte la si voglia guardare, è destinata a far discutere, dividere e, se confermata dalla Cassazione, a fare giurisprudenza. Da un lato ci sono i laici, che esultano per quella che ritengono essere una doverosa applicazione della Costituzione. Sull’altro fronte invece si trovano i cattolici, critici verso una sentenza che apre, di fatto, le porte all’eutanasia. Difficilissimo trovare una verità assoluta su questa vicenda, specie se la si guarda sotto il profilo etico, ma è certo che l’assenza di una precisa legge cui fare riferimento è una lacuna inaccettabile per un Paese civile e democratico come pretende di essere il nostro. Un solo giudice, chiuso in camera di consiglio, che decide sulla vita o la morte e traccia una linea di confine tra il diritto del malato terminale di porre fine alla propria sofferenza, e il dovere del medico di salvaguardare ad ogni costo l’esistenza umana. E’ giusto tutto questo? E ancora: è giusto che Parlamento e Senato siano bloccati da anni su questo tema, nonostante gli innumerevoli casi di pazienti senza speranza che, assieme alle loro famiglie, chiedono certezze sulla possibilità di dire basta alla loro sofferenza, in certi casi, o di vedersi garantire forme di assistenza migliori, laddove si lotta per il rispetto del diritto alla vita?
 
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