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IMMIGRAZIONE E CRIMINALITA’

"Metti giù quel coltello". Ma la rom lo uccide
Prato, delitto davanti all’ospedale. Anziano avvicinato di notte dalla ragazza in cerca di soldi: arrestata.
di Stefano Cecchi
(articolo tratto da "Quotidiano Nazionale" - 17 Settembre 2009)
Prato, le 1 e 30 di ieri notte. Nelle stanze del Pronto Soccorso dell’ospedale imedici hanno disposto il ricovero di un’anziana di 102 anni, suocera di Mariso Mordini, pensionato che di anni ne ha 72. «Vai pure a casa, resto io con lei», gli ha detto allora la moglie, salutandolo. Non potevano sapere che quella sarebbe stata l’ultima frase che si sarebbero scambiati in vita. Così Mariso ha salutato gli altri pazienti in attesa, ed è uscito nella notte umida di pioggia. Il tempo di fare pochi passi e, nel giardino dell’ospedale, è stato avvicinato da una rom. Cosa si siano detti non è certo, potrebbero stabilirlo i filmati delle telecamere che gli inquirenti stanno esaminando in queste ore. Forse la ragazza ha chiesto di cambiare 500 euro, come aveva fatto poco prima con una guardia giurata. Forse voleva dei soldi. L’unicacosa certa, come racconteranno i testimoni, è che l’uomo a quel punto ha alzato la voce: «Ma cosa stai facendo? Metti giù quel coltello!». Poi il silenzio. Quando la porta del Pronto Soccorso si è riaperta, Mariso Mordini aveva il volto di cera. Una mano sul petto a cercare di tamponare il sangue. «Mi ha accoltellato», ha sussurrato. Poi è crollato a terra. La vita di Mariso Mordini se n’è andata così, con il cuore spaccato da un solo colpo di coltello. Una morte folle per mano di un’assassina sciagurata. Già, l’assassina. Quando è arrivata la polizia, lei era ancora lì, fra gli astanti del Pronto Soccorso. «Che ci fai tu qui? Cos’hai combinato?», le hanno chiesto gli agenti. E quando lei, in stato confusionale (forse l’effetto di psicofarmaci, forse altro) ha confessato, indicando la siepe dove aveva gettato il coltello da cucina, gli uomini della Mobile non si sono poi stupiti. Perché loro la conoscevano bene «la zingara che vende le bandierine». Si a Prato la conoscono in tanti Aida Halilovich, rom di 22 anni che da sempre passa le giornate in centro con la sorella a chiedere soldi, senza perdere l’occasione per qualche borseggio. Una vita ai margini, la sua, con un destino segnato al quale si regola, compresa l’ultima che l’avrebbe salvata. «La zingara che vendeva bandierine», infatti, ieri sera non avrebbe dovuto essere all’ospedale ma a casa, costretta da un obbligo di dimora. Nel gennaio 2008, con il suo compagno, Aida aveva rubato la borsa a una cinese. Poi aveva telefonato alla vittima: «Se paghi te la restituiamo». Per questo era stata arrestata e condannata a tre anni di carcere. Ma fra le sbarre, Aida era rimasta solo quattro mesi, poi un anno di arresti domiciliari. Quindi, dal maggio scorso, l’obbligo di dimora a casa, dove non sarebbe dovuta uscire fra le 21 e le 7. Ma le regole per Aida sono sempre state roba da infrangere. Già quando era ai domiciliari, non era stata trovata in casa ed era stata denunciata per evasione. Peggio ancora: venerdì scorso, era stata trovata di notte dentro l’ospedale a molestare alcune persone. Proprio in questi giorni sarebbe dovuta partire una nuova segnalazione al magistrato. Ora, davanti al giudice ci arriverà con un’imputazione non più perdonabile: omicidio volontario aggravato da futili motivi. Quando alle prime luci del mattino, messa alle strette dal capo della Mobile Francesco Nannucci, ha capito la sua vita stava cambiando per sempre, dapprima ha tentato di discolparsi: «Quell’uomo mi aveva avvicinata prima, mi ha offeso». Poi, quando ha capito che questa versione scellerata non stava in piedi, dicono abbia pianto: «Giuro, non volevo ucciderlo. Perché portavo il coltello? Per difendermi. La notte c’è tanta gente brutta in giro». Sciagurata.
 
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COMMENTI
17-11-2009 • FRANCO MASINI
"...mi dispiace ma qui mi fate arrabbiare! C'é la zingara che uccide, c'é il Rumeno o lo Slavo che picchiano a sangue, sono barbari che ci volete fare tocca a noi intervenire, mandarli a scuola, (senza togliere il Crocifisso però)insegnargli quali sono i nostri costumi e poi lasciatemelo dire, ma dategli un alloggio, dategli una doccia per poterdsi lavare non lasciteli nelle baracche a contatto con la droga, e poi controllo ci vuole sempre controllo perché se lasciati a se stessi chissà cosa possono fare e non é giusto che a qualcuno, in Italia, tocchi soffrire. La polizia i Carabiniero che stanno a fare? Sono tutti a far la guardia a Berlusconi?
 
 
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