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ANNAMARIA CELESTI (FORZA ITALIA): IMPORTANTE LEGGE VARATA IN TOSCANA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
Intervento della Consigliera Regionale di Forza Italia Annamaria Celesti prima firmataria di una delle due proposte di legge, (la seconda dei DS), successivamente unificate nel testo “Contro la violenza di genere”, approvato all’unanimità in Consiglio regionale lo scorso 14 novembre
Tutelare tutte le vittime di violenza anche sotto forma di sfruttamento, di abusi e minacce (fuori e dentro la famiglia) o che comunque vivono in situazioni di disagio e di difficoltà, indipendentemente dal loro stato civile o dalla loro cittadinanza; consentire il recupero dell’autonomia e dell’integrità psico-fisica nel rispetto della personale riservatezza; creare una rete fra istituzioni, associazioni e volontariato, al fine di offrire ai gruppi a rischio servizi di prevenzione e di protezione. Una legge che ha lo scopo di accrescere, all’interno della comunità toscana, una maggiore coscienza sociale, in grado di condannare decisamente gli atti di discriminazione che stentano ad emergere in pubblico ma che, di fatto, costituiscono violazioni della dignità della persona intesa come integrità psicofisica. L’obiettivo è quello di favorire la costituzione di una rete fra soggetti istituzionali e realtà associative e del volontariato che si occupano del sostegno alle donne vittime di violenza già presenti sul territorio, ma fino ad oggi non messi in rete, per offrire un servizio organico ed esteso. Tra le principali proposte, la “istituzionalizzazione” dei Centri Antiviolenza e l’istituzione di un Osservatorio regionale sulla violenza alle donne e ai minori. Ogni iniziativa oggi è lasciata, perlopiù, alla sensibilità e al livello di attenzione che le istituzioni a livello locale pongono nei confronti di questo tipo di problematiche e alla tenacia con cui alcune associazioni si dedicano ad aiutare le donne che debbono affrontare esperienze di violenza, maltrattamenti e abuso dentro e fuori alla famiglia. C’è necessità quindi di un riconoscimento istituzionale e una messa in rete delle esperienze positive fatte sul territorio dai Centri Antiviolenza costituiti per lo più associazioni di volontariato femminili. I recenti fatti di cronaca, che hanno interessato anche la nostra regione, hanno riproposto la complessa problematica della violenza contro le donne (intesa come stupro, violenza sessuale, psichica ed economica) come un fenomeno sempre più percepito dall’opinione pubblica non più solo come una violazione dei diritti delle donne bensì come un grave problema sociale e culturale. E’ dunque necessario mettere a disposizione capacità e risorse per riuscire a costruire un sistema, a partire dalle reti e dai soggetti già esistenti sul territorio, che intervenga sul fenomeno della violenza, attraverso azioni diverse: di approfondimento della conoscenza del fenomeno, di monitoraggio, di prevenzione, sensibilizzazione, informazione e formazione ed attraverso interventi diretti di sostegno alle vittime. Un sistema che nella legge costruisce una rete tra le Istituzioni e nelle Istituzioni, con le realtà associative e di volontariato presenti nei singoli territori.
 
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