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LA MORTE DI GIOVANNA REGGIANI, UN CASO SU CUI RIFLETTERE
Immigrazione: basta fumo negli occhi, servono fermezza e inflessibilità
Giovanna Reggiani non ce l’ha fatta. La donna è morta, in seguito alle gravissime ferite riportate nelle feroce aggressione subita da un rumeno di 24 anni, all’uscita della stazione ferroviaria di Tor di Quinto, nell’ hinterland di Roma. Lapidata, rapinata e, forse, anche stuprata. Ecco il crudele destino che la sorte, e leggi troppo permissive in materia penale e di immigrazione, le hanno riservato. Adesso è il momento del dolore, delle parole di solidarietà e vicinanza alla famiglia e al marito, il Capitano di vascello Giovanni Gumiero. Tutti i politici fanno a gara, in queste ore, a esprimere il proprio sdegno, la rabbia e la voglia di cambiare le cose. Scenari, questi, già visti troppe volte in passato. Un copione che pare scritto e ripetuto a memoria: si sorvola per mesi, magari per anni, sulle segnalazioni della gente, sugli allarmi che scattano, sulle minacce con cui i cittadini devono convivere, fino a che, come si usa dire in gergo, “non ci scappa il morto”. Solo in questo caso arriva la levata di scudi, la volontà (a parole) di cambiare le cose, gli impegni solenni affinché certi orrori non si ripetano, e via dicendo. Ora è stato istituito, sull’onda emotiva di questo nuovo efferato crimine, un decreto legge che garantisce ai prefetti poteri di espulsione immediata per i cittadini comunitari ritenuti soggetti pericolosi. Migliaia di persone che entro pochi giorni dovranno lasciare il Paese, a quanto pare. La domanda, però, sorge spontanea: pugno di ferro, una volte per tutte, o semplice fumo negli occhi, tanto per placare la sete di vendetta dell’opinione pubblica? Il timore è che, ancora una volta, si tratti della seconda ipotesi. Inutile allontanare i delinquenti e rispedirli a casa propria, se poi non ci sono garanzie che essi non torneranno nel giro di pochi giorni, pronti ad agire in un’altra zona dell’Italia. E intanto, in tutta questa tristissima vicenda, l’unica cosa certa è che c’è un uomo che non potrà abbracciare mai più la sua amata moglie, per colpa di un criminale, pregiudicato, lasciato libero di scorrazzare per le nostre strade.
 
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