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CHIESA E PEDOFILIA: UN BUON TERRENO PER I DETRATTORI

Con la stessa facilità con la quale si sbatte il prete-mostro in prima pagina, ci si dimentica di tanti presbiteri che vivono per il prossimo, in prima linea.
di Mauro G. Celli
Ancora una volta le prime pagine di giornali hanno dato ampio spazio e risalto alla vicenda del sacerdote presunto drogato e pedofilo di Sestri. Un fatto gravissimo, niente da dire, anche perché, in questo caso, ad accusare non ci sono denuncie strane o dichiarazioni di pentiti, ma intercettazioni telefoniche che inchiodano Riccardo Seppia alle sue responsabilità. Pur rimanendo dei convinti assertori della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, ci pare indubbio che, nel caso specifico, per quanto appreso, la colpevolezza appare evidente. Quindi nessun appello e nessuna scusa per chi si macchia di un reato così grave come quello per cui è stato incarcerato l’ex parroco a Sestri Ponente. Non esistono attenuanti e auspichiamo una pena severa ed esemplare chi viene riconosciuto colpevole di reati di questo genere, anche se nel nostro Paese, la pena certa è spesso una chimera. Da cattolici ci auguriamo che Chiesa sia ferma e decisa nel condannare questi episodi, ancor più quando eventi delittuosi come questi, si consumano tra le mura di una chiesa, quando, chi commette questi reati era considerato, fino al giorno prima, un pastore, la guida spirituale di una comunità. Desideriamo che venga tolto definitivamente quel velo di omertà, che troppo spesso aleggia, chiediamo massima collaborazione delle autorità ecclesiali, verso chi indaga e lavora per giungere alla verità. Ma se da una parte non cerchiamo alibi per che è colpevole, ma chiediamo con forza verità e giustizia, ci permettiamo di voler difendere l’operato di tanti sacerdoti che vivono nell’ombra, in terre di confine, pronti a dare la vita per il prossimo, nel pieno spirito evangelico. Si perché è facile cadere nella trappola, non sappiamo fino a che punto cercata, di fare di “ogni erba un fascio” di generalizzare con troppa facilità. E’ facile puntare il dito sull’intera categoria, dimenticando chi invece, sostiene la vita giorno dopo giorno. Basta guardare la televisione e quella pubblica in particolar modo, dove alcuni programmi sembrano creati ad hoc nel far risaltare spigolature, per sottolineare incongruenze evidenziando le debolezze di una chiesa, che può essere fragile perché fatta da uomini e donne la cui debolezza è congenita. Quindi, nello stesso momento in cui stigmatizziamo e condanniamo con fermezza tali delitti, permetteteci però con la stessa fermezza di spezzare una lancia, nei confronti di tutti quei sacerdoti esempio di fede e di vera umanità. Ancore di salvezza che lavorano nell’ombra ed ai quali, non vengono dedicate prime pagine per atti, da considerare semplicemente eroici. Il Papa ha chiesto spesso ai credenti, preghiere per le difficoltà della chiesa e dei religiosi, un appello che dovrebbe essere accolto anche da chi non crede, perché il sacerdote ispirato dal Vangelo, è spesso un punto di riferimento anche per l’agnostico.
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