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VALORI DELL'OCCIDENTE
di Pierluigi Barrotta
Difendere i valori dell’Occidente non è arroganza, né imperialismo, né voglia di disconoscere i grandi apporti culturali che provengono da altre tradizioni. Difendere i valori dell’Occidente neanche significa limitarsi, come fanno alcuni, a tessere l’elogio della tolleranza e del dialogo, per quanto importanti siano questi concetti. Oggi, difendere l’Occidente vuol dire capire che il dialogo ha senso solo se si crede che esista una verità oggettiva. Significa sostenere che il dialogo e la critica sono strumenti per scoprire la verità o, almeno, per cercare di avvicinarci ad essa. È questa convinzione, tanto antica quanto Socrate, che consente il progresso sociale, scientifico e morale e, allo stesso tempo, la coesistenza pacifica e la tolleranza.

Oggi, molti hanno ridotto il tanto declamato dialogo ad un mero scambio di cortesie, ad una vuota retorica in cui la verità è assente perché non si crede neanche nella sua esistenza. Con un salto mortale concettuale, si afferma che tutte le culture, tutte le tradizioni, hanno uguale valore perché meritano lo stesso rispetto. Ma se sappiamo già sin dall’inizio che esse hanno uguale valore perché dovremmo impegnarci in una discussione? Rispettare una diversa tradizione comporta il riconoscimento che possiamo imparare ed insegnare qualcosa di interessante, non può voler dire arrendersi all’idea relativistica che il progresso non esiste perché ogni cultura ha la sua propria verità.

Non si tratta di considerazioni astratte. Il relativismo e multiculturalismo hanno incentivato la creazione di gruppi sociali segregati, che non mostrano alcun interesse ad imparare gli uni dagli altri. In paesi come la Gran Bretagna, dove le politiche multiculturaliste sono state dominanti per molti anni, si è pensato che ogni tentativo di integrazione fosse una violenza psicologica e culturale a danno degli immigranti. Il risultato, veramente devastante, è che la maggioranza dei giovani musulmani britannici, statistiche alla mano, si sentono oggi più vicini a paesi arabi che al paese in cui sono nati.
In Italia, dobbiamo evitare gli stessi errori. Senza vergognarci, dobbiamo dire ad alta voce che aiutare l’immigrante vuol dire aiutarlo ad integrarsi, a capire ed accettare i nostri costumi, cosa che non esclude una loro rielaborazione originale.

Ma la difesa dell’Occidente non riguarda certamente solo le politiche dell’immigrazione o la politica estera. Con buone ragioni storiche, l’Occidente viene sovente identificato con il mercato e il capitalismo. Con forza, dobbiamo dire che la libertà politica è inimmaginabile senza il mercato e la proprietà privata. Uno Stato che possiede tutto, possiede anche la capacità di impedire la nostra libertà di parola e, con essa, la nostra possibilità di critica e di espressione delle nostre personali concezioni del mondo.

Con molta fatica, questi concetti si sono fatti strada nella mentalità d’oggi, ma purtroppo in modo incompleto e a volte contraddittorio. Ad esempio, si afferma che dobbiamo essere contro tutti i monopoli, che i monopoli dei privati sono almeno tanto pericolosi quanto quelli dello Stato. Ciò è giusto, ma ci si dimentica di dire che, tranni pochi casi, i monopoli privati nascono precisamente grazie all’intervento legislativo dello Stato. Difendere il mercato e il capitalismo non significa infatti difendere questo o quel capitalista. Al contrario, con un efficace paradosso, è stato detto che i capitalisti sono spesso i peggiori nemici del capitalismo. Specialmente, come troppe volte è accaduto in Italia, i capitalisti abituati a cercare vantaggi competitivi tramite l’azione politica.
L’associazione Occidens è una bella novità. Essa si rivolge alle persone libere, capaci di affermare e difendere le proprie convinzioni con le armi della ragione critica. Sono persone che non si sono arrese al “politicamente corretto”, al relativismo e all’ortodossia asfissiante. Sono queste le persone di cui oggi l’Italia ha bisogno.
 
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OCCIDENS - periodico di cultura, politica, società - Reg. Tribunale di Lucca n° 902 del 26/08/2009 - Direttore Responsabile: Mauro Giovanni Celli

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