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PRATO LA CITTÀ TOSCANA CON PIÙ CLANDESTINI
Nella Regione Toscana e’ bufera per una ricerca irpet: la Giunta annuncia sostegni agli immigrati, PdL e UdC insorgono
di Sandro Bennucci
(articolo tratto da "QN Quotidiano Nazionale" - 13 Maggio 2008)
E’ Prato la città toscana con il maggior numero di clandestini: 16 ogni mille abitanti. Si trova al quindicesimo posto nella classifica nazionale.
La stima è de Il Sole 24 ore. Che piazza Firenze al venticinquesimo posto (14 clandestini ogni mille abitanti); Pisa al trentesimo (12); Arezzo al trentasettesimo (11). Ma anche l’Umbria non è senza problemi: Perugia è al quarantunesimo posto (10) e Terni al cinquantaduesimo (9). E se guardiamo nei confini liguri, troviamo La Spezia al quarantottesimo posto nazionale (10 clandestini ogni mille abitanti). Ma in Toscana, da ieri, infuria la polemica su tutto il panorama dell’immigrazione. Lo spunto è una ricerca dell’Irpet, che pone la regione al sesto posto in Italia per numero d’immigrati: sono 234 mila, ossia il 62,% della popolazione toscana, ma si dice che nel 2025 arriveranno al 16%. Dov’è il problema?
Secondo Gianfranco Simoncini, assessore alla formazione e al lavoro, la Regione dovrà pensare a politiche speciali perché gli immigrati hanno meno diritti, meno tutele, svolgono lavori di bassa manovalanza, spesso sottopagati o pagati in nero, e sono molto più esposti agli incidenti sul lavoro: 60 su 100 s’infortuna rispetto ai 44 toscani su 100. Ma in Consiglio regionale è bufera. Anche perché proprio domani, mercoledì, si discuterà in aula sull’ipotesi di aprire in Toscana un centro di permanenza temporanea (Cpt).
Alberto Magnolfi, capogruppo di Forza Italia, e Marco Carraresi, capogruppo dell’Udc non condividono il punto di vista della giunta. Il primo dice: «La maggioranza di sinistra che governa la Toscana non tocca i problemi veri. Vogliamo capire se intende ancora impedire la realizzazione del Cpt; se condivide l’ipotesi del nuovo governo Berlusconi di rendere effettivi gli allontanamenti e di non allargare oltre il ragionevole i ricongiungimenti familiari. Altrimenti anche i dati dell’Irpet rischiano di essere fuorvianti rispetto ai problemi reali dell’immigrazione, soprattutto per come li vivono i cittadini toscani, costretti quasi a barricarsi per non farsi travolgere». E Magnolfi non risparmia stoccate nemmeno al comune di Firenze: «Bisogna stabilire il principio del reddito minimo per chi chiede il permesso di soggiorno e smantellare definitivamente i campi rom abusivi. Politiche serie. Mentre le trovate di qualche assessore-sceriffo lasciano il tempo che trovano».
Anche Carraresi è duro con la giunta toscana: «La Regione Toscana continua a interpretare una inaccettabile situazione di precarietà e di esposizione a maggiori rischi, specie sul lavoro, come presupposto di scarsa integrazione e di emarginazione. Ma è vero l’opposto: la clandestinità porta sfruttamento e costrizione. E solo politiche rigorose di repressione dell’immigrazione clandestina, e di tutela per chi rispetta la legge, potrà, in futuro, garantire diritti e dignità ai cittadini stranieri. Lassismo e finta solidarietà finiscono per creare nuova ingiustizia».
 
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