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FIGLI DI IMMIGRATI IRREGOLARI, GARANTITA L’ISCRIZIONE A SCUOLA
Il Governo diffida il Comune di Milano: “Senza questo diritto fondamentale, stop all’erogazione di ogni contributo statale”
Fa discutere la decisione del Governo di imporre al Comune di Milano l’iscrizione obbligatoria alla scuola dell’infanzia anche dei bambini figli di extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Il Ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha diffidato nei giorni scorsi il sindaco Letizia Moratti, che aveva deciso di intraprendere una strada di segno opposto: se il primo cittadino non farà marcia indietro, l’ufficio scolastico regionale sospenderà la parità concessa e l’erogazione di ogni contributo statale. Il direttore scolastico regionale per la Lombardia, Anna Maria Dominici, nel frattempo, ha diffidato il Comune meneghino anche, in base ai vincoli della legge sulla parità, a garantire il diritto all'iscrizione a tutti i bambini in qualsiasi condizione si trovino, compresa la situazione di morosità delle famiglie per i pagamenti scolastici. La storia ha inizio poco prima di Natale, quando, con una circolare, il Comune vieta l'iscrizione alla scuola dell’infanzia ai figli di migranti irregolari; una decisione, questa, contestata immediatamente da più parti. “Il diritto all'istruzione è uno di quelli fondamentali dell’uomo. Impedirne la fruizione significa ledere la dignità della persona umano – ha detto Fioroni -, ragion per cui non possono esistere deroghe di alcun genere, né per le colpe dei padri, né per lo stato di povertà. L'intero assetto legislativo, fino a oggi e a prescindere dai colori politici dei governi, non ha mai messo in discussione il fatto che un bambino che vive sul nostro territorio abbia diritto a essere istruito e curato, indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche della famiglia”.
 
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