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INTEGRAZIONE, QUALE FUTURO?
Aumentano i fatti di cronaca nera legati agli extracomunitari. E la gente chiede aiuto.
Regolamenti di conti tra bande rivali, risse con mazze e bastoni, accoltellamenti e persino l’omicidio di un nordafricano, in un duello all’arma bianca per il controllo del narcotraffico. E adesso, notizia delle ultimissime ore, anche una vera e propria scuola di terrorismo a Ponte Felcino, piccolo borgo di cinquemila anime in provincia di Perugia, pronta a disseminare odio e, forse, terrore in chissà quale parte del mondo. I gravissimi fatti accaduti nelle ultime settimane in Versilia e in Umbria tornano a riproporre d’attualità il tema dell’immigrazione extracomunitaria nel nostro paese. La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: l’aumento del lavoro nero, dei furti, della prostituzione, dello spaccio di droga e, più in generale, dei crimini, è spesso legato a gruppi di stranieri dell’Europa dell’Est o africani introdottisi in Italia, quasi sempre, in modo illegale. Le conseguenze? Interi quartieri trasformati in zone franche, dove neppure la polizia si azzarda a entrare o comunque lo fa in punta di piedi (emblematica la rivolta, per fortuna poi rientrata, della Chinatown milanese) e un clima di paura e rassegnazione che, tra i cittadini, si fa ogni giorno sempre più pesante. La gente chiede risposte e rassicurazioni alle istituzioni, che però la maggior parte delle volte latitano, magari per mancanza di risorse. Si ponga un limite a questo degrado, prima che la situazione degeneri definitivamente, cercando di capire come si possa essere arrivati sino a questo punto e quale sia la strada per uscirne fuori. Serve soprattutto una revisione immediata di questa politica del multiculturalismo improvvisato, confuso e buonista che caratterizza il nostro Paese. Quartieri a sé stanti, dicevamo, e luoghi di culto “spontanei” che si moltiplicano ogni giorno sempre di più senza freni, almeno sino a quando non diventano un problema e un rischio concreto: è questa la via giusta? La risposta è no E’ ora di dire basta: nessuno vuol chiudere le frontiere, ma in tema di immigrazione servono leggi più severe e controlli maggiori. E chi ci governa non può continuare a ignorare gli incitamenti all’odio e alla guerra santa che arrivano dalle moschee.
 
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OCCIDENS - periodico di cultura, politica, società - Reg. Tribunale di Lucca n° 902 del 26/08/2009 - Direttore Responsabile: Mauro Giovanni Celli

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