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Senatore Presidente Marcello Pera

LETTERA APERTA ALL'AMBASCIATORE DI ISRAELE
7 Maggio 2008
Caro Ambasciatore Meir,

Considero i fatti accaduti a Torino e quelli che ancora si temono di inaudita, gravissima, intollerabile gravità. In tutti i miei interventi sull'argomento, durante il corso di molti anni, non mi sono mai illuso che i sentimenti antisemiti siano scomparsi dall'Europa e, purtroppo, anche dal mio Paese. La mala bestia allunga ancora i suoi artigli e sparge il suo veleno.
La circostanza che questi fatti riguardano frange estremiste è vera ma non deve consolarci. Quelle frange sono guidate da intellettuali e uomini di università, i quali non si peritano di rispolverare la ributtante leggenda dei Protocolli di Sion, di diffondere l'equazione fra Israele e il Terzo Reich, di predicare l'odio razziale, di giustificare il terrorismo. Alcuni di loro si definiscono nuovi comunisti, ma in realtà, esattamente come i vecchi comunisti e i vecchi nazisti e fascisti, hanno lo scopo di distruggere la nostra civiltà.
Sono certo che il Governo italiano, qualunque sia la sua maggioranza politica, reagirà sempre a questi fatti con la massima severità, senza colpevoli comprensioni, sottovalutazioni, finzioni, giustificazioni di alcun tipo. E sono certo che tutte le forze politiche italiane si uniranno non solo nella condanna verbale dell'antisemitismo ma nell'azione della necessaria fermezza che occorre per fronteggiarlo. La presenza a Torino del Capo dello Stato è una garanzia dell'impegno dell'Italia a non rivivere un tragico passato.
Desidero ancora una volta esprimerLe la mia solidarietà e i sentimenti della mia amicizia nei confronti dello Stato e del popolo di Israele. Gli stessi sentimenti rivolgo a tutti i membri della comunità ebraica italiana.

Marcello Pera
 
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OCCIDENS - periodico di cultura, politica, società - Reg. Tribunale di Lucca n° 902 del 26/08/2009 - Direttore Responsabile: Mauro Giovanni Celli

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